Un film di Richard Linklater - USA, Austria - 1995 - durata 101' - Cineteca Araldo
Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Jule Delpy) sono in treno. Potrebbero essere usciti da un film di Rohmer del ciclo “Commedie e proverbi” oppure essere una reincarnazione da Rivette come personaggi concepiti per lo spazio teatrale che si affidano quasi esclusivamente alla parola. Leggono un libro, incrociano i loro sguardi, si sorridono e poi parlano. Lui è americano, lei francese. Jesse convince Céline, diretta a Parigi, a scendere dal treno e passare la giornata con lui. “Cosa ti piace?”. “Cosa detesti?”. C’è il giorno, la note e poi vivono un’esperienza che li segnerà per sempre.
Un minimalismo magico quello di Linklater. C’è qualcosa di profondamente vero e intenso in Prima dell’alba. Ci sono molti dialoghi, ma non si sente mai il peso di un cinema di scrittura. Quelle parole appartengono a Jesse e Céline, alle loro storie. Scherzano, parlano della paura della morte, litigano. La simbiosi tra Ethan Hawke e Julie Delpy è uno di quei regali improvvisi e bellissimi che molte volte il cinema ti fa senza avvertirti. Basta lo sguardo di lei mentre ascoltano insieme Come Here di Michita nel negozio di dischi e il modo in cui gli parla delle immagini del pittore francese Seurat dopo aver visto il manifesto. Ma l’impatto emotivo, sentimentale, sensoriale di Prima dell’alba è proprio nel modo in cui sospende il tempo. C’è il presente che potrebbe fermarsi o fuggire. E nel momento in cui si vive qualcosa di irripetibile, Linklater tira in gioco l’elemento nostalgico. Solo il cinema può mantenere vivo quella giornata e quella notte, con tutti i dettagli possibili. (Simone Emilani, sentieriselvaggi)
Introduce il film Ivan Pellizzari



