Licenziato dopo 25 anni di esperienza, Man-su, specialista nella produzione della carta, vede messe a rischio la sua vita perfetta: la famiglia che ha creato con la moglie Miri, i due figli e i cani, la casa della sua infanzia che ha faticato tanto ad acquistare e su cui ancora pende il mutuo, la serra dove si prende cura delle sue amate piante. Deciso a trovare immediatamente un altro lavoro, si butta a fare colloqui, ma diversi mesi dopo la situazione non si è ancora sbloccata. Per Man-su, allora, la sola possibilità per ricominciare è crearsi da sé il posto vacante perfetto.
Park Chan-wook, che come sempre lavora per eccesso, costruisce una trama fatta di sovrapposizioni e ripetizioni, sospetti e tradimenti, omicidi voluti e involontari, incomprensioni e colpi di fortuna. La sceneggiatura dà peso ai personaggi della moglie, dei figli e delle potenziali vittime del protagonista, così come la regia fa di tutto per essere elaborata, evidente, con la macchina da presa che cambia posizione a seconda del momento del racconto, con l'oscurità che si oppone alla luce, ribaltando i valori tradizionali, il ritmo esagitato che alterna commedia e noir, critica sociologica e, nel finale, un'ironia acida sul destino del mondo. (Roberto Manassero, MyMovies)


