TEMA Resistenza e guerra partigiana. A soli 12 anni Flora Monti diventa una delle più giovani staffette partigiane. La sua è una narrazione di vita vissuta, di cui ricorda anche i più piccoli particolari, che ci riporta alla Seconda Guerra Mondiale e non fa nessuno sconto alla collaborazione stretta tra fascisti e nazisti.
Flora Monti, divenuta staffetta partigiana a soli dodici anni, racconta la propria vita a partire dal momento in cui decise di accettare il pericoloso incarico di portare messaggi ai gruppi resistenziali che agivano sull'Appennino tosco-emiliano. Quando, nel 1944, arrivarono gli americani, per lei e la sua famiglia iniziò una nuova avventura che la portò, da sfollata, a Cinecittà.
Un'opera che è, al contempo memoria e monito, per tutte le generazioni.
Flora Monti è nata nel 1931 e la sua è una testimonianza più che preziosa. A raccoglierla è stata Martina De Polo grazie a una produzione che ha avuto un finanziamento dalla Regione Emilia Romagna ma anche, per alcuni elementi di postproduzione, da un crowdfunding che ha dato un importante segnale di interesse proveniente dal basso. Perché questo è fondamentale (e Flora ha modo di ricordarcelo) in una fase storica di revisionismo e/o di diffusa indifferenza nei confronti di un passato che potrebbe riproporsi seppure sotto altre forme esteriori.
La sua è una narrazione di vita vissuta, di cui ricorda anche i più piccoli particolari, che ci riporta alla seconda guerra mondiale e non fa nessuno sconto alla collaborazione stretta tra fascisti e nazisti. La descrizione del momento in cui viene da loro fermata e, dodicenne, lasciata solo in maglietta e mutandine per perquisirla è più che sufficiente per descrivere quanto accadeva.