«Mi è successo qualcosa di molto brutto», dice Agnes (Eva Victor), studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo agi altri che «tutto va bene». Agnes vive ancora nella stessa casa del New England in cui è cresciuta, mentre l'amica ed ex coinquilina Lydie (Naomi Ackie) si è trasferita a New York, si è sposata e le annuncia di essere incinta. Per Lydie la vita è andata avanti, ma per Agnes si è in qualche modo congelata a quell'evento traumatico che ha superato solo a parole. Una riunione di classe è l'evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore. E Agnes dovrà confrontarsi con il rimosso e con il modo in cui quell'evento ha influenzato il corso della sua vita.
Sorry, Baby è il film di esordio di Eva Victor. Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente, qui con il sostegno produttivo del regista Barry Jenkins (Moonlight)
Narrato per brevi vignette e capitoli che non seguono un ordine sequenziale corretto, come non lo fa la memoria di un evento traumatico, Sorry, Baby affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, in grado di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo "efficiente". (Paola Casella, MyMovies)


