Inizio anni Sessanta. Il marchese Lelio (Filippo Timi) vive con la moglie in una lussuosa villa su un'isola di sua proprietà, spesso frequentata da gruppi di amici e in cui vengono organizzati diversi party. In uno di questi conosce Elena (Jasmine Trinca), moglie di uno degli invitati. Tra loro scatta subito il colpo di fulmine. La passione è travolgente. Si sposano e all'inizio sono felicissimi. Fanno sesso facendosi guardare dagli altri e creano giochi erotici che coinvolgono altre persone che vengono filmati dal marchese. Poi di colpo tutto finisce. Il gioco si trasforma in ossessione. Il marchese è sempre più geloso e manipolatore e pensa di controllare e decidere non solo sulla vita della moglie ma anche su quella di due fidati domestici. Elena non è più felice, non si alza dal letto neanche per mangiare fino a quando si riprende e ritrova la voglia di vivere. Ma non più con suo marito.
Il mare in tempesta. Il cielo. Un luogo isolato. Ci sono tutti gli elementi per fare di Gli occhi degli altri un torbido melodramma che s'incrocia con le forme di un thriller dall'anima iniseme elegante e decadente. Il regista ricrea un'ambientazione che è più incantata che realistica, filma lo splendore e l'illusoria armonia non solo dei luoghi ma anche dei corpi, guarda a un universo che appare incontaminato ed esplora le molteplici forme del desiderio e dell'ossessione con rimandi hitchcockiani. Proprio già dal titolo emerge dichiaratamente il voyerismo del maestro del brivido. Ma i protagonisti di Gli occhi degli altri non vengono spiati e pedinati. Sono invece proprio loro che cercano lo sguardo degli altri, che amano farsi vedere, scoprire, ammirare. (Simone Emiliani, MyMovies)



