FESTIVAL DELL'ACCOGLIENZA
La sedicenne Benedetta è la figlia del sindaco di un paese dell'entroterra di Rimini. Un giorno, un edificio che si voleva destinare ad altri utilizzi viene adibito a casa famiglia. Ne arrivano a far parte un papà, una mamma, un extracomunitario appena sbarcato, una ex-prostituta, un carcerato, due ragazzi con gravi disabilità, un bimbo in affido e un figlio naturale. Gli autoctoni non reagiscono bene. L'intolleranza da parte degli abitanti viene mostrata senza esagerazioni ma con l'acutezza di chi sa leggere e conosce (per averle sperimentate) le reazioni di coloro che temono qualsiasi novità che possa 'disturbare' il quieto vivere. Viene però anche mostrata la mancata preparazione della comunità (necessitata dall'urgenza di dare un tetto ai membri della casa famiglia) che si trova dinanzi ai nuovi arrivi senza che nessuno ne abbia comunicato l'imminenza. Lo stesso sacerdote, che non è certo un conservatore retrogrado, ne è inizialmente spiazzato.
La storia che ci viene raccontata viene portata avanti senza retoriche e ha il grande merito di rappresentare luci ed ombre all'interno della casa famiglia evitando quelle irenizzazioni di maniera che producono tanto danno quanto le generalizzazioni negative e pretestuose. (Giancarlo Zappoli, MyMovies)



