Venezia, 1716. Cecilia è un'orfana che la madre ha affidato all'Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell'istituto ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino. Le musiciste più dotate dell'orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche pretendente disposto a pagare una cospicua dote all'istituzione.
Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale. Si tratta di Antonio Vivaldi, malato e caduto in disgrazia, ma ancora in grado di commuovere profondamente il pubblico. E Vivaldi intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un'analoga passione per la musica. Sgombriamo subito il campo dal possibile paragone fra Primavera e Gloria!, malgrado alcuni punti di contatto: sono entrambe opere prime cinematografiche che raccontano un gruppo di musiciste in un'epoca in cui il talento artistico femminile era considerato inferiore. Ma Primavera è molto diverso.Il film si discosta da Gloria! nel suo svolgimento, soprattutto perché il film di esordio di Damiano Michieletto, regista teatrale affermato in Italia e in Europa soprattutto per la messa in scena di opere liriche, avvicina le figure di Antonio Vivaldi e di Cecilia creando fra di loro una comunicazione musicale irresistibile. (My Movies)
Primavera
Seguici suUn film di:
Damiano Michieletto
Con:
Tecla Insolia
Michele Riondino
Andrea Pennacchi
Fabrizia Sacchi
Hildegard De Stefano
110 min
Drammatico
Italia - Francia
2025
Warner Bros Italia
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