Come si fa a dire qualcosa di nuovo, cinematograficamente parlando, di William Shakespeare e del suo Amleto? La regista cinese Chloé Zhao parte da un best seller dell'autrice irlandese Maggie O'Farrell che assume il punto di vista della moglie del drammaturgo, Anne Hathaway (nel film ribattezzata Agnes), per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita: la morte del figlio Hamnet a soli 11 anni, un trauma profondissimo per la coppia, ma anche fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare.
Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l'una all'altro. Zhao, come sempre, indugia sui primi piani dei protagonisti, scava a fondo nelle loro emozioni senza mai tirarsi indietro davanti alla passione che li ha uniti e all'immensità del dolore che ha rischiato di dividerli, facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. L'arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità: Hamnet muore, ma Hamlet vivrà per sempre. (Paola Casella, MyMovies).
8 NOMINATION AGLI OSCAR 2026 (tra cui miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura non originale)



