Uno strepitoso manifesto millennial che non si crogiola nella nostalgia, ma anzi riflette sul potere salvifico dei ricordi capaci di ristrutturare la nostra identità. Cast perfetto.
Francesco Mandelli c'è riuscito. Niente frasi a effetto, niente giri di parole, niente "podcast che ti dicono che volere è potere". Insomma, niente retorica spicciola: solo l'esatta traslitterazione di quella "generazione ponte", come la chiama Beatrice Arnera in una scena capace di riassumere il pensiero dei Millennials. Sì, "una generazione ponte, in un paese dove i ponti crollano". Manifesto preciso fino alla virgola. Mica era facile, anzi.
Dall'omonima canzone dei Pinguini Tattici Nucleare, nasce una commedia corale più di così non si potrebbe. Potentissima, divertente e partecipata - e sì, quando il cast crede in ciò che recita, è tutto più facile - ma anche attraversata da un'ironia amara che si scontra con la consapevolezza della difficoltà della vita dopo la scuola. Un frullato di rimorsi e illusioni, segnato da un'aspettativa puntualmente delusa. Una generazione schiacciata, avvilita, indecisa, incompresa, insoddisfatta. Personaggio dopo personaggio, emerge una verità riconoscibile, talmente forte da restare in testa ben oltre i titoli di coda. (MoviePlayer)



