Da diversi anni oramai è internet la placenta di buona parte del new horror. Ed è da qui che proviene Kane Parsons, autore, nel 2022, di un corto amatoriale analog horror su YouTube, The Backrooms (Found Footage), che riscosse un enorme numero di visualizzazioni. Corto al quale seguirono poi altri 23 corti fino a dare vita a una serie web antologica. La particolarità è che Parsons, all’epoca appena sedicenne, utilizza il software open-source Blender ispirandosi agli interni di un luogo non ben identificato e creando un labirinto di corridoi e stanze semispoglie e disabitate, allagate dal giallore delle luci al neon in cui, videocamera VHS alla mano, si aggira un giovane che cerca di risolverne il mistero. È stato poi Shawn Levy, produttore esecutivo di Stranger Things a drizzare le antenne al cospetto del considerevole numero di visualizzazioni dei corti di Parsons e a proporgli di trasformare il tutto in un lungometraggio.
Da questo universo visivo e concettuale prende dunque forma l'adattamento cinematografico, che racconta di come la psicologa Mary Kline (Renate Reinsve) si trovi costretta a superare i confini della nostra realtà quando il suo paziente Clark (Chiwetel Ejiofor) scompare nel nulla, inghiottito da un misterioso varco dimensionale. La ricerca la condurrà all’interno delle Backrooms: un’infinta, allucinante e minacciosa rete di stanze vuote e corridoi illuminati al neon, spazio liminare in cui le leggi della fisica collassano. (Vittorio Renzi, Quinlan)
V. M. 14 anni



